Vi è mai capitato di chiedervi se siete al posto giusto, nel momento giusto?
A me accade spesso...è lì che vorrei sempre essere, lì che vorrei vivere.
Purtroppo, come sempre succede nella vita, non troviamo risposte chiare, non c'è un GPS che ci possa confermare le nostre direzioni del tipo "tra - TRENTA - minuti, prenda questa e - QUEST'ALTRA - decisione. Poi tra - DUE - giorni, - ARRIVO."
Non sto parlando di insicurezze, ma piuttosto della complessità della nostra vita, soprattutto nella "evoluta" e moderna società occidentale.
Partire per un periodo di missione è stata per me una sicurezza fin dall'inizio. Il posto ed il momento sapevo sarebbero arrivati, e sarebbero stati quelli giusti. La mia vita di tutti i giorni, un buon lavoro, il mio "ruolo" nella mia società, la mia comfort zone, sono tutte cose importanti...ma sono passate in secondo piano. Lo sono sempre state, in realtà.
Ho lasciato che le situazioni si muovessero, cambiassero, fino a far risaltare una possibilità concreta, una porta aperta. Quando mi è sembrato di averla trovata, ho preso l'occasione, ho bussato...mi è stato aperto.
E pensare che ne sono venuto a conoscenza "per caso", con la mia visita ad amici, che si è sovrapposta alla visita di un altro amico. Ci ho messo pochi secondi ad accantonarla nel sacchetto delle opzioni da scartare: non mi sembrava il mio posto e non volevo nemmeno fare un esperienza "scolastica".
Di nuovo mi si è riproposta, e poi riproposta ancora...nel frattempo ho maturato meglio la mia direzione ed ho iniziato a valutarla in modo diverso, forse era davvero il mio posto.
Man mano che le altre possibilità si chiudevano o si dimostravano diverse da quelle che pensavo fossero, questa emergeva in controtendenza. Fino al momento in cui mi sono iscritto e mi hanno accettato.
Poi è iniziata la corsa burocratica per i documenti necessari al visto. La comunicazione al lavoro ed agli amici. Non c'è stato tempo di pensare, ma soltanto di fare...e farlo in fretta.
Finita questa fase, è iniziata quella dei dubbi: ho realizzato che la spesa non è poi così bassa, ho iniziato a valutare di più tutto quello che stavo lasciando ed a dubitare che forse, alla fine, non sarà proprio il tipo di esperienza che credevo sarebbe stata, forse sono stato soltanto troppo sognatore e avrei invece dovuto pensare a realizzare cose più concrete, più sicure. Insomma...stavo sbagliando strada? Non era più la decisione giusta al momento giusto? Ho spento la mente, messo da parte i dubbi, proseguito sulle sicurezze che avevo trovato in passato. Ma, non lo nascondo, questi dubbi un po mi pesavano.
Poi arriva la terza fase. Vi è mai successo nella vostra vita che qualcuno vi offrisse tutto quello che aveva nel portafoglio per aiutarvi? E che qualcuno, che non sentite da oltre un anno, vi chiami chiedendovi un assistenza che vi verrà pagata il doppio di quanto chiedete? E che cambiassero davanti a voi persone che non avreste mai sperato sarebbero cambiate?
Se anche vi fossero successe queste cose, scommetto che non vi sono mai arrivate tutte insieme, in pochi giorni, e proprio nel momento in cui ne avevate bisogno.
Io, alle coincidenze, ci credo ben poco.
Per delicatezza, non posso raccontarle nel dettaglio, ma è certo che queste situazioni mi hanno incoraggiato e sono state il mio segnale GPS per confermarmi che la direzione che stavo prendendo era quella giusta. Lo sono state, perchè so chi le ha programmate, chi le ha messe lì in quel preciso momento. Ne riconosco la mano, lo stile, la firma.
Ora sono ancora più pronto, più convinto, più curioso di vedere cosa mi aspetterà nel posto in cui Lui ha voluto che io andassi.
Ah dimenticavo: non è che sia tutto rose e fiori, farò scalo in Egitto proprio a pochi giorni dalla nascita delle insurrezioni popolari e la mia compagnia aerea ha già annullato diversi voli in questi giorni. Probabilmente dovrò passare la notte al Cairo. Ma la cosa non mi preoccupa. So che qualcuno mi vuole a destinazione, qualcuno che è ben al di sopra di tutto questo.